COME

Si comincia presentando un’istanza al Consiglio Regionale per l’istituzione di una legge che permetta ad una comunità che lo desideri in maggioranza (vedi referendum indetto ad aprile  2009 poi stravinto col Sì all’80% nel marzo 2011…) di diventare Comune Autonomo così come è previsto dall’Ordinamento nazionale.

Affermare che la Città Metropolitana sia la soluzione a tale richiesta e quindi non serve un nuovo Comune Autonomo è un grave errore in mala fede perché la legge a tale proposito precisa che bisogna “… salvaguardare l’identità delle originarie collettività locali (Art.23 co.5 del Dlgs 267/2000) e completare espressamente la revisione delle circoscrizioni territoriali dei Comuni compresi (Art. 25)”.

Inoltre è assolutamente vietato reprimere le esigente rivenienti dal basso  se servono a potenziare le funzioni e le risorse … tantomeno se i servizi di decentramento sono fallimentari, inadeguati e inutilmente costosi, nonché privi di qualsiasi potere esecutivo autonomo.

Qualsiasi repressione esercitata dal potere politico sulle volontà popolari è altresì illegittima e non più adeguata ai cambiamenti storici circa i principi di libertà!

Art. 17.

                Disciplina del referendum consultivo

                in materia di circoscrizioni comunali

  1. L’istituzione di nuovi comuni, anche mediante fusione di piu’

comuni  contigui,  nonche’  la  modificazione  delle circoscrizioni o

delle  denominazioni  comunali  e’  stabilita,  ai sensi dell’Art. 7,

primo  comma,  n.  3), dello statuto, con legge regionale, sentite le

popolazioni    interessate    mediante   il   referendum   consultivo

disciplinato dal presente articolo.

  1. Nel  caso  in  cui  l’istituzione  di un nuovo comune avvenga

mediante  fusione di piu’ comuni contigui, la deliberazione di cui al

comma  5  e’  preceduta  dall’acquisizione  dei  pareri  dei consigli

comunali interessati.

  1. Le modificazioni delle circoscrizioni comunali e l’istituzione

di nuovi comuni devono rispettare i seguenti presupposti:

  1. a) possono  riguardare  esclusivamente  territori  contigui  di

comuni;

  1. b) le   modificazioni   devono   rispondere   ad   esigenze  di

organizzazione e gestione dei servizi e delle funzioni amministrative

e   individuare   ambiti  territoriali  che,  per  ampiezza,  entita’

demografica   e   attivita’  produttive,  consentano  un  equilibrato

sviluppo economico, sociale e culturale del territorio;

  1. c) non   possono   essere   istituiti  comuni  con  popolazione

inferiore a 5.000 abitanti, ne’ possono essere disposte modificazioni

delle  circoscrizioni comunali che producano l’effetto di portare uno

o piu’ comuni ad avere popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, salvo

i casi di fusione dei comuni.

  1. Le  modificazioni delle denominazioni comunali possono essere

disposte  ove  ricorrano  motivate esigenze toponomastiche, storiche,

culturali   o   turistiche,   o  nelle  ipotesi  di  mutamento  delle

circoscrizioni  comunali.  In nessun caso la nuova denominazione puo’

riferirsi a persone viventi o decedute da meno di cinquanta anni. Con

le   forme  e  le  procedure  previste  per  la  modificazione  della

denominazione   del  comune,  e’  possibile  aggiungere  una  seconda

denominazione  in  lingua  friulana,  slovena,  tedesca  o  di  altre

minoranze linguistiche tutelate dalla legge.

  1. Il  referendum  e’  deliberato  dal  consiglio  regionale,  a

maggioranza  assoluta  dei consiglieri assegnati, su iniziativa della

giunta  regionale o di ciascun membro del consiglio regionale o degli

altri  soggetti titolari dell’iniziativa legislativa, nelle forme con

le   quali  essa  e’  ammessa,  nonche’  di  ogni  singolo  consiglio

provinciale o comunale rappresentante le popolazioni interessate.

  1. L’iniziativa  di  cui  al comma 5 tiene conto dei presupposti

generali indicati ai commi 3 e 4 e deve contenere:

  1. a) la   denominazione  del  nuovo  comune  di  cui  si  propone

l’istituzione oppure la nuova denominazione del comune;

  1. b) la    planimetria    del    territorio    ricompreso   nella

circoscrizione  del nuovo comune o dei territori di cui si propone la

modificazione delle circoscrizioni;

  1. c) nel  caso di fusione di comuni, la localizzazione della sede

del capoluogo del nuovo comune derivante dalla fusione.

  1. L’iniziativa dei soggetti titolari dell’iniziativa legislativa

e’  esercitata mediante la presentazione al consiglio regionale di un

apposito progetto di legge redatto in articoli.

  1. L’iniziativa esercitata dagli altri soggetti indicati al comma

5  e’  presentata agli uffici dell’amministrazione regionale, i quali

ne  verificano  i  requisiti  entro  sessanta  giorni  dalla  data di

ricezione,  trascorsi  i  quali  i  relativi  atti sono trasmessi dal

Presidente della Regione al presidente del consiglio regionale.

  1. La deliberazione del consiglio regionale indica il quesito da

sottoporre  a  votazione; con la stessa deliberazione e’ individuato,

secondo i criteri di cui al comma 10, il territorio ove risiedono gli

elettori chiamati alla consultazione.

  1. Al referendum partecipano:
  2. a) nel  caso  di  elevazione  in  comune autonomo di una o piu’

frazioni  o  porzioni  di  territorio  di  uno o piu’ comuni, sia gli

elettori  delle  frazioni  o porzioni di territorio, sia gli elettori

delle rimanenti parti di territorio del comune o dei comuni da cui si

propone il distacco;

  1. b) nel  caso  di passaggio di frazioni o porzioni di territorio

da uno ad altro comune, sia gli elettori del territorio del comune da

cui si propone il distacco, sia gli elettori del comune cui si chiede

l’aggregazione;

  1. c) nel  caso  di fusione tra due o piu’ comuni, gli elettori di

tutti i comuni coinvolti nella fusione;

  1. d) nel  caso  di  modificazione della denominazione del comune,

tutti gli elettori del comune interessato.

  1. Nei  casi  di  cui  alle  lettere  a)  e  b)  del  comma 10,

l’orientamento  espresso dalla popolazione residente nelle frazioni o

porzioni  di  territorio  comunale deve avere autonoma evidenza nella

proclamazione del risultato del referendum.

  1. Con la deliberazione di cui al comma 9, nel caso di cui alla

lettera  a),  del  comma  10, il consiglio regionale puo’ limitare la

partecipazione  al  referendum  alla sola popolazione residente nelle

frazioni o porzioni di territorio che intendono costituirsi in comune

autonomo,   qualora   tale   parte   del  territorio  comunale  abbia

un’incidenza   poco   rilevante,   per   dimensioni   territoriali  o

demografiche, per la conformazione del territorio, per la presenza di

infrastrutture  o  funzioni  territoriali di particolare rilievo, sui

comuni da cui si propone il distacco.

  1. Con la deliberazione di cui al comma 9, nel caso di cui alla

lettera  b),  del  comma  10, il consiglio regionale puo’ limitare la

partecipazione  al  referendum  alla sola popolazione residente nella

frazione  o  porzione  di  territorio  del comune da cui si chiede il

distacco  sulla base della valutazione dei medesimi elementi di fatto

indicati  al  comma 12, ferma restando in ogni caso la partecipazione

al referendum degli elettori del comune cui si chiede l’aggregazione.

  1. Il  presidente della Regione indice, con proprio decreto, il

referendum   consultivo,   in   seguito   alla   trasmissione   della

deliberazione  consiliare di cui al comma 9 da parte della presidenza

del  consiglio  regionale.  La  consultazione  popolare  si tiene nel

giorno  di domenica di un qualunque mese dell’anno ed e’ disciplinata

dalle  disposizioni  di cui al capo II della presente legge in quanto

compatibili.

 

Fonte “Gazzetta Ufficiale – Art.17” e il font da usare è quello di tutti gli altri articoli.