LAMA BALICE

L’obiettivo generale del Progetto BASE è quello di allineare il sistema di gestione e gli standard di offerta del Parco Regionale Lama Balice ai paradigmi di tutela, sviluppo e valorizzazione intelligenti, sistematizzando le competenze scientifiche e associative presenti sul territorio e coinvolgendo le comunità locali insediate. Un lavoro di riorganizzazione della proposta del Parco strutturata innanzitutto sul tema scientifico-educativo, attraverso la costituzione e la dotazione strumentale di un CEA inteso come exibition centre di nuova generazione entro la più antica Masseria e cuore del Parco (Villa Framarino, XII secolo), nonché attraverso la proposta di valorizzazione e incremento dell’accessibilità dei percorsi e sentieri a tema paleontologico.
Le attività del CEA:
Le attività svolte al Centro di Educazione Ambientale di Villa Framarino sono destinate principalmente agli alunni delle scuole materne ed elementari e agli studenti delle scuole medie e superiori.
Escursioni, laboratori ed altre attività esperienziali che hanno come obiettivo la didattica ambientale sono ideate, organizzate e realizzate dai partner del progetto:
• Escursioni primaverili, estive ed autunnali
• Giornate nella natura
• Sperimentare i cinque sensi
• Introduzione all’archeologia
• I rischi geologici
• Alla scoperta dei rettili della Lama
• Sulle orme dei dinosauri
• L’alimentazione biologica e mediterranea
• Le piante spontanee e la biodiversità
• Quando la natura si fa arte
• Laboratori di autoproduzione di prodotti naturali.
Il CEA organizza anche attività per adulti e famiglie, che comprendono escursioni alla scoperta della natura, eventi di promozione dell’alimentazione sana e biologica e lezioni con guide ambientali esperte.
Attività di didattica ambientale, inoltre, si svolgono all’interno delle scuole elementari del capoluogo pugliese per la sensibilizzazione alle tematiche dell’inquinamento urbano (atmosferico, acustico, elettromagnetico), alla differenziazione dei rifiuti e al corretto conferimento negli appositi contenitori, alla prevenzione del randagismo e, più in generale, a tutto ciò che contribuisce a favorire nelle nuove generazioni una coscienza ambientale orientata al rispetto dei luoghi comuni della città.
Il MUSEO
L’exibition centre di nuova generazione è dedicato ai giganti che abitarono la Terra circa 70 milioni di anni fa, le cui orme sono presenti in gran numero nelle due cave che si trovano all’interno di Lama Balice.
Attraverso un percorso multimediale, i visitatori potranno scoprire storia, consuetudini e atmosfere di un regno durato oltre 160 anni e che, improvvisamente, si è estinto lasciando attorno a sé un alone di mistero e di curiosità.
Un vero viaggio di studio nel tempo, di scoperta storica e scientifica, un’immersione esperienziale e di forte impatto nell’era dei Dinosauri, che propone diversi livelli di applicazione e di approfondimento, commisurati alle diverse età dei fruitori.
Istituito con la Legge Regionale n. 15 del 05/06/2007, il Parco Naturale Regionale Lama Balice è il primo parco naturale che possa essere definito ‘urbano’, per la sua vicinanza ai centri cittadini di Bari e Bitonto; con un’estensione di 495, 2 ettari e una lunghezza di circa 37 chilometri il Parco di Lama Balice si pone in linea di continuità con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di cui condivide parte delle peculiarità naturalistico-vegetazionali e al quale è legato, dal 2012, da un protocollo d’intesa. Per la sua gestione nel 2008 è stata siglata una convenzione tra il Comune di Bari, il Comune di Bitonto e la Città Metropolitana di Bari (già Provincia di Bari), convenzione rinnovata a Giugno 2013.
Nato per salvaguardare un territorio che presenta una peculiare biodiversità, il Parco mira a conservare gli habitat e le specie animali e vegetali tutelate dalla normativa regionale, a conservare e a recuperare i beni storico-architettonici presenti e a promuovere attività di educazione, di formazione, di ricerca scientifica e attività ricreative sostenibili..
Il territorio del Parco di Lama Balice è caratterizzato da una vegetazione di tipo mediterraneo, termofila e xerofila; il ricco mosaico è formato da agroecosistemi, gariga, pascoli alberati, macchia mediterranea.
Il microhabitat e la vegetazione naturale alternata alla presenza di agroecosistemi, offrono una idoneità ambientale per molte specie faunistiche. Infatti in questa lama si riscontra una elevata biodiversità con specie che vi dimorano in maniera stabile.

Tutti conoscono il concetto di biodiversità, e a questa va affiancato anche quello di geodiversità, poiché in un parco naturale le due nozioni vanno di pari passo. La geodiversità di un parco consiste nella varietà di piante ed animali e di habitat che questo contiene, ma gli habitat si instaurano in ambienti geologici e più questi ambienti geologici sono diversificati più vi è geodiversità. Anche l’uomo si adatta agli ambienti geologici e più questi sono vari più l’uomo trova soluzioni particolari per la propria sopravvivenza anche se spesso è proprio l’uomo a distruggere tali ambienti perché non li reputa una risorsa ma un ostacolo.
La Regione Puglia recentemente ha riconosciuto l’importanza di questi luoghi geologici unici o caratteristici distinguendoli in Geositi ed emergenze Geologiche ed ha istituito nell’ambito del piano territoriale regionale un catasto per proteggerli, valorizzarli e renderli noti al pubblico tramite il sito del catasto regionale dei Geositi della Regione Puglia. Nel perimetro del Parco di Lama Balice esistono ben 5 geositi che faranno parte del catasto ed a questi vanno aggiunte le grotte e gli ipogei. Non si può escludere che la tutela ed il monitoraggio che verrà effettuato nei prossimi anni sull’area del parco permetterà la

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All’interno del Parco Naturale di Lama Balice o in prossimità dei suoi confini è possibile riconoscere i resti superstiti della storia rurale del nostro territorio. Le fonti e le testimonianze del paesaggio storico, nascoste dagli ulivi e dalla vegetazione di tipo mediterraneo, in prossimità di un tessuto urbano sempre più in espansione che ne mettono a rischio la sopravvivenza, emergono evidenti nelle diverse tipologie di insediamento.
Le tracce archeologiche ci restituiscono un passato neolitico ed una frequentazione antropica con diversi insediamenti dal Neolitico Antico (Masseria Maselli, Q.re San Paolo A e Grotte S. Angelo) fino al Bronzo Medio-Finale e alla prima età del Ferro (Q.re San Paolo B).
La presenza delle cavità artificiali (ipogei e insediamenti rupestri) e naturali (grotte e ripari), delle architetture a secco (casedde, pagghiare e muretti di confine) e dell’edilizia rurale (chiesette, torri, titoli, palmenti e trappeti), di casali, oggi scomparsi, e di imponenti masserie caratterizzano una scelta insediativa motivata da un forte legame con le attività produttive offerte dal territorio, ed attorno alla quale si era organizzata una società basata sull’agricoltura e sulla pastorizia.
Inoltre, una viabilità ramificata, che si è andata modificando nel tempo, dai Peucezi fino ai nostri giorni, attraverso tratturi e strade, assicurava i rapporti tra i diversi insediamenti. Diverse strade sono segnalate nella cartografia storica e nei documenti, tra queste spicca per importanza e notorietà la Via Traiana, munita di ponti e viadotti, per essere transitabile durante tutto l’anno. I cippi miliari ritrovati lungo la via portano la data del 109 d. C. da considerare come l’anno dell’inaugurazione.
Infine, le cave di pietrisco, opere del XX secolo, anche se hanno profondamente modificato alcune aree della lama, fino a far sparire l’importante sito rupestre della Grotta di Sant’Angelo, tuttavia la cava con le diverse aree di lavorazione possono essere recuperate in un discorso più ampio di archeologia industriale, di didattica della storia, di paleontologia e non solo. Infatti, oggi è possibile osservare all’interno della cava, le orme dei dinosauri che percorrevano il nostro territorio in un passato lontanissimo che va dalla fine del Giurassico fino a tutto il periodo Cretaceo dai 180 ai 65 milioni di anni.
Della storia rurale scomparsi i casali medioevali e le chiese rurali, oggi restano solo una piccola parte degli edifici che sorgevano nel territorio e gli insediamenti rupestri e ipogei scavati nel banco tufaceo. Rare, ma significative testimonianze del medioevo. Mentre sono visibili in prossimità della lama, diverse masserie, realizzate tra il XVI ed il XIX secolo, edificate in alcuni casi su strutture preesistenti, spesso rimaneggiate e ampliate con sistemi difensivi (muri di cinta, torrette e caditoie), con piccole cappelle o chiesette e con strutture per le attività agro-pastorali (stalle, depositi, locali per la lavorazione).
Nel paesaggio storico di lama Balice meritano particolare attenzione le architetture a secco, realizzate con lastre di pietra calcarea, dette a chianche o chiancarelle, spesso ignorate e dimenticate, ma strettamente connesse con il mondo rurale e la sua operosità.
Le pagghiare e le casedde, costruzioni simili ai trulli, isolate, in coppia o multiple, di forma conica o quadrata che si trovano di frequente in tutta la Puglia, testimoniano una tecnica costruttiva tramandata per generazioni. E’ possibile distinguere due tipologie in generale. Dai semplici ripari dalla pioggia e dal caldo estivo o da depositi degli attrezzi agricoli a strutture più complesse realizzate per esigenze abitative.
Intorno agli edifici rurali che nel tempo sono stati realizzati per il controllo del territorio fino alle nuove lottizzazioni che insistono ai confini del Parco Naturale di Lama Balice, elementi costanti di caratterizzazione del paesaggio agrario sono i muretti a secco o pareti.
I muretti erano realizzati con pietra calcarea collocata razionalmente ad incastro e con una altezza variabile, per delimitare le proprietà o per separare il bosco dal pascolo e il seminato dal frutteto.

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